Vai al contenuto
Home » Blog » Aletschhorn – Scialpinismo Svizzero in ambiente Himalayano

Aletschhorn – Scialpinismo Svizzero in ambiente Himalayano

Dalla Francia alla Svizzera, è venerdì, il sole splende e il cielo è terso, sulle vette alpine nemmeno una nuvola. Il nostro prossimo 4000 è l’Aletschhorn 4193m, montagna isolata e poco frequentata del gruppo dell’Oberland.

Per arrivare sotto questa montagna abbiamo bisogno di appoggiarci al bivacco invernale dell’Oberaletschhutte.

Prendiamo una funivia per alzarci di 400m di dislivello dal paesino di Blatten fino a Belalp. Ci troviamo su dei verdi pascoli, qua e là casette in legno più o meno rustiche, la neve è presente dai 2000m in su e iniziamo a camminare.

Il sentiero d’approcio al rifugio è lungo. Dapprima effettuiamo un traverso su una comoda strada pianeggiante, fino ad una splendida chiesetta, da dove parte il sentiero vero e proprio.

Una corda fissa aiuta a scendere un ripido canale innevato alla fine del quale si incominciano a intravvedere montagnoni e ghiacciai.

Si traversa ancora a lungo tra macchie di neve, pascoli e pietraie e all’improvviso eccoci in Himalaya!

Davanti a noi si estendono valloni glaciali grandissimi, restiamo a bocca aperta.

Scendiamo sul ghiacciaio e mettiamo gli sci ai piedi, ormai è pomeriggio, la neve è molla, fa caldo e sudiamo.

Dopo un ora individuiamo il rifugio, arroccato su uno sperone di roccia all’apparenza inaccessibile.

Continuo a chiedermi come faremo a salire lassù, ma soprattutto, quando sarà stato edificato il rifugio, il ghiacciaio arrivava così in alto?

Giramio in un altro ramo glaciale, quello che porta all’Aleschhorn, e individuiamo delle scale, tipo ferrata a metà di una parete.

Nessuna traccia e nessun segno sulla neve ci aiutano a capire dov’è l’attacco per salire lassù, ma avvicinandoci scopriamo che dobbiamo salire una ripida rampa di neve che copre lisce placconate di granito… speriamo stia su tutto!

Ci vogliono quasi 40 minuti di scalinamenti vari e pulizia di neve dai cavi della ferrata sommersi per arrivare al bellissimo locale invernale dell’Oberaleschhutte.

Cuscini, coperte, la stufa a legna, la legna, padelle,c’è tutto… figata!

Mangiamo, beviamo tanto e riposiamo.

Ore 2.00 suona la sveglia, colazione e ferrata all’ingiù per tornare sul ghiacciaio e recuperare il resto dell’attrezzatura che avevamo lasciato (sci,ramponi, piccozze e corda).

Partiamo veloci, la notte è serena e stellata.

A dire la verità eravamo preoccupati, il meteo metteva molto nuvoloso e vento forte. Tutto è tranquillo, anzi quasi caldo.

La salita all’Aletschhorn, dopo un primo pezzo pianeggiante, inizia a rimontare pendii ripidi. La neve è perfetta, rigelo ottimo e le pelli tengono bene.

All’improvviso un boato nell’oscurità, e dopo un po’ vediamo passare lungo il pendio dei pezzi di neve e ghiacciaio.

Col prima chiarore ci accorgiamo che il seracco sopra di noi ha scaricato qualcosa…

Vediamo di aggiustare la traccia per stare al riparo da eventuali scariche.

Saliamo, saliamo ancora, il cielo dietro le nostre spalle inizia a innuvolarsi… “arriva”, ho pensato.

È prestissimo, arriviamo allo sperone sud-ovest e siamo quasi increduli che l’Aletsch sia già lì. Togliamo gli sci e saliamo un ripido canale per rimontare a quota 3700m.

È ora di mettere anche i ramponi, la neve è dura, a tratti ghiacciata. Saliamo come dei razzi, qualche passo di misto facile e intravediamo la croce di vetta.

Sono le 7.30 del mattino e anche il nostro 23° 4000 è salito!

Siamo stanchi, ma molto soddisfatti, ormai la quota non ci dà più problemi, il meteo è stato clemente e il posto è meraviglioso.

Scendiamo con prudenza tutto lo sperone, fino agli sci. Un altro boato ci fa insospettire, scendiamo lungo la traccia di salita e notiamo che il seracco ha scaricato di nuovo, ma questa volta ha buttato verso valle grandi blocchi di ghiaccio.

Sciamo spediti e salutiamo quelle valli incantate, dove il grande isolamento ti fa sentire piccolo e vulnerabile.

Una volta alla fine del ghiacciaio, sci sullo zaino e giù verso Blatten, tra i verdeggianti pascoli svizzeri, le magnifiche casette in legno e 3000m di discesa.

1 commento su “Aletschhorn – Scialpinismo Svizzero in ambiente Himalayano”

  1. Pingback: Jungfrau e Monch - Scialpinismo di lusso sull'Oberland - AltaVia 4000

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *