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Fiescherhorn e Finsteraarhorn – Scialpinismo sull’Oberland

Lasciamo il bel rifugio Monchsjochhutte alle ore 3.30 dopo un ottima e abbondante colazione.

Fuori è buio, ma la notte è serena, mentre sopra i ghiacciai dell’Oberland brillano le stelle e splende la luna.

Siamo super fortunati a goderci ancora l’alta pressione e il meteo stabile.

Oggi partiamo in discesa, lungo il ghiacciaio Ewigschneefald, la neve è dura e liscia come una pista da sci.

Con noi c’è anche Paolo, un nostro collega che ci ha raggiunti per trascorrere un paio di giorni di scialpinismo d’alta montagna.

Dal rifugio perdiamo circa 300m di dislivello in 4 km di ghiacciaio, fino a raggiungere la traccia che sale ai Fiescherhorn.

Saliamo 400m zizzagando su un ampio pendio dove ogni tanto incontriamo qualche crepaccione.

La parte finale, più ripida, la affrontiamo con i ramponi ai piedi e gli sci sullo zaino.

Sbuchiamo sulla selle del Fieschersattel 3923m, alla nostra sinistra abbiamo la cresta rocciosa che sale al Gross Fiescherhorn 4048m, mentre alla nostra destra il nevoso Hinter Fiescherhorn 4025m.

La sella è grande e pianeggiante e difronte a noi si estende un altipiano glaciale.

Comincia a schiarire, beviamo un sorso di the, depositiamo lo zaino e iniziamo a salire la cresta rocciosa del Gross.

Il percorso è piacevole, le rocce sono ben pulite e i passaggi non sono mai difficili. Siamo in vetta e l’alba Inizia a colorare le cime.

Il sole sale da dietro lo Schreckhorn e lo spettacolo è unico.

Non lesiniamo nelle foto, mentre scendiamo lungo la cresta, recuperiamo gli zaini e ci spostiamo di un 200m per poi depositare dinuovo tutto per salire la cima dell’Hinter.

Ascensione molto facile, foto e discesa altrettanto comoda.

Sono le 6.00 del mattino, baciati dal sole, ci sediamo qualche minuto a sorseggiare del the, mangiare dei biscotti e goderci lo spettacolo.

Abbiamo già fatto 2 4000, togliamo le pelli e scendiamo in direzione Finsteraarhornhutte.

Il ghiacciaio del Walliser Fischerfirn è bello e sciabile. Evitiamo le zone crepacciate stando sulla sinistra del ghiacciaio e in poco siamo al cospetto del Finsteraarhorn e della Finsteraarhornhutte.

Il rifugio è arroccato su uno sperone di roccia al lato di un ripido canale che dobbiamo salire per raggiungere la parte sommitale del ghiacciaio.

Saliamo, la neve è dura, quasi ghiacciata, per camminare bene sono indispensabili i rampant sotto gli sci.

Sopra di noi, alcune cordate stanno salendo con ritmo assi più blando.

Noi camminiamo cercando di tenere una falcata molto lunga e veloce e un inclinazione della traccia sul pendio, non troppo ripida.

Così facendo, facciamo qualche inversione di più rispetto a tracce più ripide, ma ne guadagniamo in velocità, agilità e alla lunga in freschezza muscolare.

Dopo un pochino raggiungiamo le cordate che ci precedevano e notiamo che il loro stile di camminata è diametralmente opposto al nostro… alzatacco altissimo, traccia ripida e passo corto… vabbè, ognuno il suo!

Continuiamo a salire e a salire e a salire ancora, la cresta finale pare non arrivare mai.

Finalmente siamo sull’Hugisattel 4088m, la sella dove depositiamo gli sci e calziamo i ramponi.

Dopo tutta la salita all’ombra finalmente veniamo scaldati dai raggi del sole. Iniziamo a percorrere la cresta di misto che porta in vetta.

Il terreno è veloce, neve battuta e portante e grandi appoggi e appigli. L’estetica del filo di cresta è eccezionale e salire quei 200m di dislivello ci diverte molto.

In vetta, 4273m, una grande croce ci accoglie insieme al magnifico panorama dell’Oberland. Sono le 10 del mattino, ed anche il 28° 4000 è salito.

Ci sediamo qualche minuto per goderci quel momento, sembra incredibile, ma ogni giorno che passa il nostro viaggio diventa sempre più concreto.

Ormai io e Nicola iniziamo a conoscerci, il ritmo di marcia, le pause da fare e abbiamo preso anche le “misure alpinistiche” per affrontare velocemente insieme le ascensioni in cresta.

Scendiamo al colle dove troviamo Paolo, togliamo le pelli dagli sci e insieme sciamo verso il Rifugio Finsteraarhorn.

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